Hotel Villa Rigacci Reggello

La nostra zona

La zona di Reggello: Pieve - Olio - Sette ponti - Masaccio

Il nome della località deriva dal termine latino 'rege' con il riferimento a alcune 'proprià longobarde'.
I primi insediamenti nella zona di Reggello risalgono all' Etàetrusco-romana tuttavia l'effettivo consolidamento del borgo avvenne durante il Medioevo tra i secoli X e XI.
La località viene citata per la prima volta in un documento ufficiale del 995, nel quale si accenna a un castello situato nel territorio di Reggello. Dal 1040 viene citata anche la Pieve di San Pietro, sorta nella vicina località di Cascia.
Tra la fine del XIII secolo e l'inizio del XIV secolo Reggello venne sottoposto alla giurisdizione della potente città di Firenze, che, riconoscendone la strategica posizione all'incrocio di due importanti strade, la "Via del Casentino" e la "Via Vetus", fortificà il borgo innalzando un'imponente cinta muraria.
All'inizio del XV secolo Reggello divenne sede del Podestà
Nei secoli successivi, sotto la dominazione medicea, si sviluppà una economia fondata sull'agricoltura caratterizzata da una rilevante coltivazione del frumento.
Agli inizi del Settecento Reggello passà ai Duchi di Lorena, i quali operarono la bonifica del territorio, favorendo dunque l'accrescimento delle produzioni agricole e conseguentemente un rilevante sviluppo demografico e economico.
Tra i monumenti i maggiore rilievo a Reggello citiamo qui la Pieve Pitiana, la Pieve di San Pietro (frazione Cascia), la Chiesa di San Donato in Fronzano (frazione San Donato) e la Pieve di Sant'Agata in à foli (frazione Pietrapiana).

Le estese piantagioni di olivi e la tradizione secolare fanno di Reggello il "paese dell'olio" extra vergine di oliva. Le piante d'olivo che si ritrovano in diverse percentuali sono le variEtà Standard quali il frantoio, il moraiolo, leccino e pendolino. La particolare tipologia del terreno e le caratteristiche climatiche favoriscono l'ottenimento di un prodotto dalle caratteristiche chimico-fisiche ottimali.

Distanza Reggello: 7 minuti in macchina

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La zona di Reggello: Frantoi e Olio d'oliva

Podesteria medioevale col nome di Cascia acquistò l'attuale denominazione con legge del granduca Leopoldo nel 1773. Il territorio è attraversato dalla strada dei Setteponti, erede di un percorso di mezzacosta tracciato dagli etruschi, mantenuto in epoca romana e medioevale, lungo il Pratomagno per collegare Arezzo a Fiesole. Nel territorio si trovano importanti luoghi di culto: la Pieve di Cascia, notevolissimo edificio romanico conserva al suo interno il Trittico di San Giovenale opera prima del Masaccio, la Pieve di San Pietro a Pitiana del XII secolo, la Pieve di Sant'Agata in Arfoli e la splendida abbazia di Vallombrosa fondata nel 1008 da San Giovanni Gualberto nella foresta divenuta nel 1973 Riserva Biogenetica Naturale. Reggello è nota per la produzione di un eccezionale olio extravergine di oliva.

Rassegna annuale dell'olio extravergine d'oliva con esposizione di prodotti artigianali e tipici del territorio. Nell'ambito della rassegna saranno organizzate un'ampia gamma di iniziative (escursioni, degustazioni, assaggi guidati, etc.) che permetteranno di conoscere le risorse turistiche, artigianali e produttive presenti sul territorio ed apprezzare le bellezze naturalistiche e le testimonianze storiche ed artistiche di questa terra.

Distanza Reggello: 7 minuti in macchina

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Elenco Frantoi

Masaccio - Trittico di San Giovenale

Recentissima l'attribuzione a Masaccio di questa Madonna in trono col Bambino, due angeli e i santi Bartolomeo e Biagio, Giovenale e Antonio abate, più comunemente nota come Trittico di San Giovenale. E' stato infatti solo nel 1961 che Luciano Berti ha scoperto, attribuendola da subito al Maestro, la splendida tela, all'interno della piccola chiesa di San Giovenale, nel territorio di Cascia.
Il Trittico, che tuttavia versava in pessime condizioni di conservazione, con gravi e diffuse cadute e sollevamenti di colore, fu immediatamente affidato alla Soprintendenza di Firenze che si incaricà del restauro. Proprio in questa occasione fu possibile approfondire gli studi su questa opera di un Masaccio giovanissimo, poco più che ventenne. Certa la datazione, 23 aprile 1422, apposta con molta probabilità dallo stesso artista sotto lo scomparto centrale.

Masaccio, Trittico di San Giovenale (La Madonna in trono col Bambino, due angeli e i santi Bartolomeo e Biagio, Giovenale e Antonio abate), datato 1422, il 23 aprile; tempera su tavola; cm 108 x 65 (scomparto centrale), cm 88 x 44. Pieve di San Pietro, Cascia di Reggello

Distanza Reggello: 5 minuti in macchina

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Abbazia di Vallombrosa - fondata in 1038

Il Monastero di Vallombrosa e stato fondato da San Giovanni Gualberto, che dopo aver abbandonato il Monastero di San Miniato per non compromettersi con l'Abate del Monastero Benedettino e con il Vescovo di Firenze, giunse a Vallombrosa. Ispirato alla regola di San Benedetto i cui seguaci vivono in preghiera ed in poverta, egli introduce i rapporti con il mondo esterno, e fonda una nuova categoria di monaci: i Conversi, che avevano il compito di mantenere il contatto con il mondo esterno. Inoltre San Giovanni fonda nuovi monasteri in tutta l'Italia centrosettentrionale. Nel 1951 Papa Pio XII lo dichiarà Patrono dei Forenali d'Italia e anche dello Stato di San Paolo in Brasile. Il lavoro del Monastero era principalmente quello di accogliere viaggiatori, di fare confessioni e predicazioni, ospitare corsi spirituali, e convegni di studio.

Curiosita: Pare, infatti, che Galileo Galilei abbia trascorso un certo periodo all'interno dell'abbazia, nel 1578, per volere del padre. Dopo aver compiuto ottimi studi secondari presso i gesuiti del monastero di Vallombrosa, Galileo fu immatricolato a diciassette anni nella facoltà di medicina dell'università di Pisa, ma, quattro anni più tardi, non essendogli stata concessa una borsa di studio, dovette abbandonare i corsi, in quanto suo padre, il quale aveva a carico una numerosa famiglia, non disponeva più dei mezzi per fargli continuare gli studi.

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Distanza: 15 minuti in macchina

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La via dei Setteponti

La Setteponti è una delle strade più antiche della Toscana, il cui percorso fu tracciato dagli Etruschi per mettere in comunicazione i due centri di Fiesole e Arezzo. I Romani collocarono qui la Cassia Vetus; la strada porta il nome Setteponti perché passava sopra altrettanti fiumi che scendevano, e ancora scendono dalle pendici del Pratomagno e oggi è denominata SP1. Per una lunghezza di circa 50 chilometri la strada unisce due province, Firenze e Arezzo, partendo tradizionalmente da Reggello per arrivare fino a Ponte a Buriano.

La più antica strada del nostro territorio, quasi un'altra francigena, è quella d'origine etrusca che, costeggiando presumibilmente la battigia del vecchio lago pliocenico valdarnese, collegava Fiesole con Arezzo e proseguiva per Chiusi.
Il tracciato della strada, nota come via dei Setteponti per i frequenti attraversamenti di torrentelli, venne in parte ripreso nel 180 a.C. dalla via consolare romana che, dal nome dal console Lucio Cassio, ebbe il nome di Cassia (a cui si aggiunse poi la specifica di Vetus quando, dopo circa tre secoli, fu aperto un più diretto collegamento collinare con lo stesso nome, fra Roma e Firenze attraverso il Chianti).
Abbiamo visto come nel Medioevo, le Pievi fossero quasi le pietre miliari di questo percorso che à stato talvolta indicato come Via delle Pievi.

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Distanza Reggello: 7 minuti in macchina

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